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Stamattina sono stata in una terza elementare.
La classe era composta da una ventina di bambini ma molti erano assenti.
Sono stata il loro re per dieci minuti poi ho avuto modo di conoscerli.
Sono partite le presentazioni.
C’era Vincenzo, che da grande sarà un meraviglioso presidente degli Stati Uniti,
Ilaria, che da grande sarebbe stata una ballerina,
Claudia, una futura modella,
Giovanni, un futuro Rocco Hunt,
Adele, una principessa,
Silvia, una parrucchiera.
C’erano gli altri che non sapevano ancora cosa sarebbero voluti diventare.
Poi c’era Raffaella.
Raffaella ha la carnagione un po’ scura, gli occhi nocciola, ed un corpo minuto.
Raffaella dagli occhi tristi.
“Raffaella che non sorride mai, che sa sempre tutto”, così la considera il nostro Rocco Hunt.
Raffaella mi ha permesso di conoscerla a pieno. Mi ha fatto arrivare nei suoi angoli più nascosti.
Mi ha avvicinato a sè e mi ha raccontato della sua famiglia.
Raffaella ha un fratello ed una mamma.
Ha un papà, “quel delinquente”, che ormai è in carcere da anni.
” Quando il mio papà mi ha lasciata” mi ha sussurrato “io ero ancora piccola, maestra. Non mi ha salutata, neanche un bacino. E mi manca tanto”. Si è fermata, lei, per prendere fiato.
“A Maggio ho la recita, lo sai? Sarò la Sibilla e voglio che il mio papà mi veda”
Poi mi ha posto una domanda.
“E’ sbagliato amare?”
Che bella domanda che mi hai fatto, mia piccola Sibilla.
L’hai fatta a me, che non so amare.
L’hai fatta a me, che so amare solo le persone sbagliate.
Mi hai fatto proprio una bella domanda.
E allora sono stata zitta
“Non è mai sbagliato amare. Spesso fa male. Ma non è mai sbagliato”
Ma che sto dicendo? Non è mai sbagliato amare? Ma sul serio?
“Maestra molti bimbi mi amano ma io non ci credo mica, loro amano troppo facile.” ha riso “Perché si ama?” ha continuato, senza staccare il suo pastello grigio, come la mia maglia, dal disegno.
“Sai che non lo so?”
“Io credo che si ama per vivere, ma un po’ fa morire anche”
La sua mamma. La sua mamma piangeva ogni notte per suo marito.
La sua mamma ogni notte tremava.
” Ogni notte la sento piangere. Ogni notte, maestra, da tanti anni.”
“Raffaella, hai mai visto qualcuno morire per amore? Cosa vuol dire morire?” ho continuato, facendo finta di non apprendere.
“Maestra, la mia mamma piange ogni notte, capisci? E’ allergia, mi dice, quando vedo le sue lacrime. Allergia, maestra. Allergia che viene solo quando io dormo. Secondo te a mia mamma non muore qualcosa dentro quando piange? quando aspetta quel delinquente che non torna? La morte colpisce dentro, neanche fuori, ed è più brutta. Tu hai tanto male e non puoi riposare perché non sei morta davvero”
Raffaella, otto anni, sa che l’amore fa male.
Raffaella, otto anni, sa che l’amore non è una favola.
Raffaella, otto anni, sente piangere ogni notte sua madre e non può fare niente.
Raffaella, otto anni, aspetta suo padre ogni giorno. Un padre che non tornerà facilmente.
Raffaella, otto anni, oggi ha scoperto che l’amore fa anche bene, spesso bene.
Raffaella, otto anni, si è sentita dire “Sei una bambina meravigliosa, che si fa amare. Ed io ti sto amando, mia piccola Sibilla”.
Raffaella, otto anni, ha capito che l’amore è la caramella che le ho lasciato sul banco.
Raffaella, otto anni, non vuole amare.
Ed io so che un giorno lo farà.
Che ci soffrirà.
Ma che amerà.
E non ci sarà nulla di più bello.
scorresanguedallevene (via scorresanguedallevene)
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